Prima di approfondire l’argomento dei localizzatori satellitari, vorrei darti una semplice spiegazione circa la funzionalità di questi dispositivi; i localizzatori GPS sono dei dispositivi elettronici che attraverso un software specifico sono in grado di ricevere ed elaborare i dati di posizionamento forniti dai satelliti artificiali (civili) collocati in orbita.

Attraverso la geolocalizzazione dei tracker GPS, si possono avere informazioni circa le coordinate geografiche dell’oggetto localizzato.

Il Dl 269/2010 autorizza gli investigatori privati (in possesso delle autorizzazioni previste dalla legge) ad utilizzare ed installare i dispositivi GPS, al fine di favorire il pedinamento elettronico dei soggetti investigati.

Fermo restando che la persona attenzionata debba necessariamente essere l’utilizzatore finale del veicolo monitorato, l’investigatore privato può utilizzare la tecnologia GPS per agevolare le proprie attività investigative senza rischiare di incorrere nel reato di violazione della privacy.

I localizzatori GPS in uso agli investigatori privati non devono avere altre funzioni al di fuori di quelle necessarie ad identificare la posizione del veicolo pedinato, qualora l’apparecchio in questione abbia ad esempio la funzione di ascolto ambientale, allora il detective privato potrebbe incorrere nel reato di intercettazione ambientale.

Al giorno d’oggi si possono reperire numerosi dispositivi tracker con funzione GPS distribuiti nel mercato italiano a prezzi estremamente allettanti, dispositivi che, pur non essendo prodotti professionali, permettono comunque di conoscere in maniera precisa le coordinate relative al posizionamento del GPS.

Le apparecchiature di localizzazione satellitare possono essere proposte al pubblico e quindi utilizzate esclusivamente come antifurto per auto, moto, scooter e barche, per localizzare la posizione di cani, gatti ed altri animali domestici, per avere la localizzazione di anziani, persone con disabilità mentale o minori, purché ci sia il loro espresso consenso.

In realtà si è potuto constatare come gran parte delle persone interessate all’acquisto di queste innovative tecnologie, utilizzino i dispositivi GPS per tentare di scoprire l’infedeltà coniugale e controllare i movimenti dei propri partner.

Mariti, mogli e amanti gelosi si sono improvvisati investigatori privati violando gravemente la privacy delle persone monitorate e rischiando di finire in galera per il reato di interferenza illecita della vita privata, stalking e molestie gravi.

Se si ha la reale necessità di conoscere la verita o di far valere o difendere un proprio diritto in sede giudiziale, il mio consiglio è quello di affidarsi ad un esperto investigatore privato e di evitare assolutamente il fai da te. La professione dell’investigatore privato non si può improvvisare e il rischio di essere scoperti, di non arrivare ad alcuna conclusione o peggio ancora, di trovarsi nei pasticci è molto alto.

Un esempio?

Siena: Un uomo è stato denunciato in Toscana per aver occultato un localizzatore GPS sotto la scocca dell’auto della ex compagna per seguirla e studiarne i movimenti.
L’episodio è accaduto a Radicondoli (Siena) dove i carabinieri hanno prescritto ad un 42enne, nativo di Frosinone e domiciliato nella predetta provincia senese, la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex moglie, emessa dal Gip presso il Tribunale di Siena.

La notifica del provvedimento si è resa necessaria al termine di una approfondita attività d’indagine perpetrata dagli uomini dell’arma a seguito di numerose denunce sporte dalla vittima, una donna di 42 anni. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo ha picchiato, minacciato e pedinato la donna in molteplici occasioni.Altresì, durante le investigazioni, i carabinieri hanno rinvenuto un dispositivo GPS calamitato sotto il telaio dell’auto in uso alla donna; questo apparecchio trasmetteva tramite una SIM telefonica le posizioni della vettura al cellulare dell’ex marito. Grazie a questo dispositivo elettronico, l’indagato era a conoscenza di tutti gli spostamento della propria vittima.

Gli elementi raccolti hanno consentito la formulazione della misura cautelare e hanno dato luogo a dulteriori capi d’accusa che riguardano la violazione della privacy, atti persecutori e violenza privata.

In conclusione, solo l’investigatore privato è legittimato ad utilizzare i localizzatori GPS per pedinare le persone, purché venga impiegato per la tutela e difesa di diritti individuali fondamentali e sia rispettata la normativa in materia di privacy.