sms prova

“Ogni singolo caso può creare nuova giurisprudenza in Cassazione”

Detto ciò, recentemente la Corte di Cassazione ha stabilito, con una sentenza che ha scatenato le fantasie di giornalisti ed improvvisati detective, che gli SMS di testo possono essere utilizzati come prova in tribunale al fine di dimostrare l’infedeltà del coniuge fedifrago.

I tempi cambiano e con la tecnologia recente, gli indizi su Whattsapp, Facebook e altre chat di vario genere, hanno sostituito quelle dei capelli in auto o del rossetto sulla camicia del marito infedele, è quindi anche un breve messaggio di testo (SMS) potrebbe costituire una prova valida per attribuire l’infedeltà del coniuge, ma in sede legale cosa accade?

In tribunale ogni prova “atipica” può essere utile per influenzare il giudizio del Giudice. Lo screenshot di un sms però, non può determinare una prova ma semplicemente uno stato di fatto, nient’altro di più, questo perché gli sms come le email, le chat e le conversazioni su Facebook sono considerati “riproduzioni meccaniche” e quindi, l’eventuale foto o stampa su carta di quanto appare a video potrà essere utile forse a convincere il giudice ma non verrà mai considerata una prova in quanto sarà (giustamente) sempre contestata dalla controparte come non autentiche, contraffatte, modificate, insomma, non conforme all’originale; a tal proposito la Corte di Cassazione ha ribadito che “la copia di una pagina web su un supporto cartaceo non ha efficacia probatoria rilevante se non risulti sia stata acquisita con garanzia di corrispondenza e conformità all’originale e riferibilità ad un ben individuato momento temporale”.

Tenete a mente che, qualora vogliate comunque tentare di utilizzare l’sms come prova, il testo di quest’ultimo dovrà essere inequivoco e quindi palesare la relazione sentimentale in modo esplicito; << domani ci vediamo>> non può provare un tradimento.

Per acquisire una prova meccanica (foto, video, sms, chat) è necessario avvalersi di un esperto forense capace di repertare la prova seguendo un procedimento ben specifico. Tengo a precisare, che non tutto è repertabile e siccome le dichiarazioni del tradito, in quanto parte in causa, non hanno alcun valore testimoniale – l’unico modo di aggirare l’ostacolo è quello di procurarsi un testimone che abbia preso diretta visione della prova in oggetto, tramite osservazione diretta o lettura personale.

Bisogna in oltre tener presente delle conseguenze legali che possono scaturire con la riproduzione degli SMS reperiti in modo illegittimo, difatti, se bene la riservatezza dei coniugi viene meno quando si condividono gli stessi spazi, la corrispondenza privata è comunque coperta da privacy e non la può violare neanche il coniuge. La giurisprudenza poi, si è adeguata con i tempi ed ha esteso il divieto anche alla corrispondenza telematica, quali per esempio email, sms messaggi su whatsapp o Facebook; questi secondo i giudici, hanno lo stesso valore della vecchia busta di carta.

Soprattutto per i non addetti ai lavori, è bene essere a conoscenza di quanto i tribunali siano di per se ambigua ed incoerente; ci sono difatti giudici che ritengono come le prove acquisite in modo illegale non siano ammissibili nel processo; altri invece, concordi che l’utilizzo sia sempre possibile, fatte salve però le conseguenze di carattere personale (penale e non) da far valere però in autonomo giudizio.

L’argomento non è di poco conto, perché, l’acquisizione illegittima delle prove (sms, email, registrazioni ed altro) può costituire un reato penale a carico dello stesso coniuge tradito, il quale, quindi, oltre a subire l’umiliazione del tradimento, correrà il rischio di un processo penale.

Vorrei a tal proposito riportare degli esempi concreti:

  • nell’ipotesi di intercettazioni telefoniche effettuate in casa da un coniuge all’insaputa dell’altro, la Corte di Cassazione ha ritenuto sussistente il reato di “interferenze illecite nella vita privata” (art. 615 bis c.p.), a prescindere dal rapporto di convivenza coniugale (Pen., Sez. V, 02/12/2003, n. 46202);
  • prendere visione della corrispondenza diretta all’altro, senza il suo consenso espresso o tacito è proibito anche al coniuge, in virtù dell’art. 616 comma 1 c.p., (Pen., Sez. V, 02/12/2003, n. 46202; Cass. Pen., Sez. V, 10/07/1997, n. 8838);
  • Integra il reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza (art. 616 c.p.), la condotta del coniuge che sottragga la corrispondenza bancaria inviata al coniuge per produrla nel giudizio civile di separazione.

Quale è la soluzione?

Essendo io un investigatore privato, faccio presente come la relazione dell’detective privato è di per se tra le prove atipiche ammissibili nel processe civile e penale. Le dichiarazioni da questo scritte nel rapporto investigativo e il materiale video o fotografico prodotto, se non contestato, hanno valore di piena prova. In caso contrario, l’investigatore privato sarà chiamato a testimoniare circa i fatti cui ha assistito in prima persona.

 

Separazione Giudiziale: la “prova dell’SMS di testo” è davvero sempre utilizzabile?
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