Rai 1 – A conti Fatti: Come funziona un Investigazione Privata?

Rai 1 – A conti Fatti: Come funziona un Investigazione Privata?

Come funziona un Investigazione Privata?

16 maggio 2016

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Il mio lavoro comincia con una consulenza specializzata rivolta al cliente che necessita realmente di un aiuto concreto.

In un colloquio riservato e non impegnativo, avrò modo di esaminare tutti gli aspetti legali e tecnici che il tuo caso presenta, valutando l’eventuale fattibilità e la strategia investigativa migliore per ragiungere lo scopo.

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© 2017 Investigatore Privato Roma Giuseppe Tiralongo – Via Tagliamento, 25, 00198 Roma, Italia – P.IVA 06401781007
Investigazioni per conto di privati - artt. 134 e seg. del T.U.L.P.S. | Difesa penale - artt.38 e 222 D.L.vo 271/89

Investigatore intervistato dalla Rai.Giuseppe Tiralongo, investigatore privato autorizzato dalla Prefettura di Roma, titolare dell’Agenzia investigativa Atlantica di Roma, in qualità di esperto nel settore investigativo per le indagini in ambito privato, familiare, è stato intervistato all’interno della trasmissione A Conti Fatti, in onda tutte le mattine sul canale Rai 1.

In questa occasione Giuseppe Tiralongo si è prestato nel simulare un pedinamento per un infedeltà coniugale sospetta, unitamente al supporto dei suoi colleghi, tutti investigatori privati di comprovata esperienza e dalla massima fiducia.

In questi casi si procede con un sopralluogo discreto dei luoghi e con appostamenti diretti e dinamici che consento il professionista di pedinare il sogetto investigato e di immortalarlo durante le sue malefatte.

La finalità di questa attività investigativa è quella di reperire informazioni, prove e documentazioni varie, utilizzabili in sede giudiziale ai fini di una separazione consensuale o giudiziale. Le prove raccolte durante le indagini vengono spesso utilizzate per il buon esito di una trattativa legale volta a determinare l’importo dell’assegno di mantenimento o le modalità di spartizione del patrimonio familiare.

A tal fine, tutte le attività investigative dovranno essere condotte nel pieno rispetto della legge, quindi senza violare la privacy della persona ed utilizzando esclusivamente collaboratori qualificati, in regola con le norme previste dall’art. 134 e 135 del T.U.L.P.S.

La violazione di uno o più sopraindicati fattori può inficiare in modo permanente, tutte le prove raccolte nel corso delle indagini e quindi renderle non spendibili in tribunale.

 

Scrivimi, ti risponderò il più presto possibile!



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    Rai1 – A Conti Fatti: Reagire alle rapine sparando; giusto o sbagliato?

    Rai1 – A Conti Fatti: Reagire alle rapine sparando; giusto o sbagliato?

    Reagire alle rapine sparando: giusto o sbagliato? Intervista su RaiUno

    21 gennaio 2016

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    Reagire alle rapine sparandoSi parla sempre più spesso di furti in casa e aggressioni. Aumentano le rapine negli appartamenti, ma quanto è giusto reagire sparando?

    Le sempre più frequenti rapine che ogni giorno coinvolgono centinaia di persone sono state il tema scottante di una puntata di A Conti Fatti – La Parola a Voi, condotto da Elisa Isoardi e andata in onda il 10 ottobre 2015.

    Preso spunto da recenti fatti di cronaca nera, ho partecipato a un dibattito interessante e focoso, dando il mio contributo e il mio punto di vista da investigatore privato a Roma.

    GUARDA LA PUNTATA >

    Ecco la trascrizione del mio intervento.

    Elisa Isoardi:

    La domanda di oggi è: è giusto reagire alle rapine sparando?

    Giuseppe Tiralongo:

    Va valutato il pericolo imminente di vita.

    Nel senso, se in quel momento io mi reputo veramente in uno stato dove non posso fuggire, ho le spalle al muro e quindi non ho vie di fuga e l’aggressore ha una pistola, a quel punto io valuto.

    Perché poi non so quante persone ci sono. Se io sparo a quella persona e ce ne sono altre cinque che sono armate

    Cioè, devo fare delle considerazioni, dopo di che, una volta che io sparo mi prendo, dopo che il colpo è esploso, tutte le conseguenze di una possibile condanna.

    Se il ladro è un professionista ha l’obiettivo di sottrarre un bene alla vittima, non di farle del male. Se, invece, non lo è (un drogato, per esempio), in questo caso è il suo istinto a vincere sopra la razionalità.

    La pistola è un deterrente se so come usarla, se sono addestrato e vado al poligono.

    Se mi trovassi un ladro in casa che punta un coltello alla gola di mio figlio e avessi una pistola, sapendo usare, avrei sparato perché devo e penso a difendere la vita di mio figlio.

    Emilio Orlando:

    C’è un punto fondamentale: dove avviene la condanna per omicidio colposo e quando non viene riconosciuta la legittima difesa?

    Diciamo, quando avviene una rapina, a meno che tu non ti aspetti che ti stanno facendo una rapina, non hai il riflesso pronto di reagire.

    La maggior parte dei casi in cui la gente dice di essersi difesa, è quando si spara alle spalle

    Quindi non è legittima difesa, ma un caratteristico caso in cui il diritto a quest’ultima non può essere assicurato.

    Elisa Isoardi:

    Parliamo invece delle aggressioni fatte in casa. Che cosa possiamo fare preventivamente per proteggere la nostra casa?

    Giuseppe Tiralongo:

    Prevenire è fondamentale. Preveniamo facendo, innanzitutto, un’analisi di rischio dell’abitazione, perché vedere quali sono i punti vulnerabili, comprendere insieme a un professionista che cosa installare e cosa non è importantissimo.

    Possiamo pianificare un piano di sicurezza. Mai fronteggiare il ladro, ma sempre cercare di stare distanti, di non entrare in contatto con lui.

    Trovato un punto di sicurezza, identificare una camera o uno spazio sicuro dove posso chiudermi in casa e prendere tempo per fuggire e chiamare le forze dell’ordine.

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