Il settimanale Vero intervista l’investigatore privato a Roma Giuseppe Tiralongo

Il settimanale Vero intervista l’investigatore privato a Roma Giuseppe Tiralongo

intervista settimanale veroSignor Giuseppe Tiralongo, può chiarire in dettaglio quale sia la figura dell’investigatore privato?

L’investigatore privato è un libero cittadino con licenza (rilasciata dalla Prefettura territoriale) di effettuare e svolgere per conto di terzi, attività investigative tipiche e atipiche simili a quelle della Polizia nell’ambito del pubblico, privato e adesso anche nella pubblica amministrazione.

Noi investigatori privati, non siamo poliziotti, non abbiamo banche dati privilegiate e dobbiamo rispettare, durante un indagine, tutte le limitazioni imposte dalla legge sulla privacy.

Facendo riferimento al privato, noi di Vero, ci siamo rivolti a lei per approfondire una tematica importante nelle relazioni di coppia: il tradimento. Secondo lei, quale fascia di età è più incline a tradire?

Parlando di infedeltà coniugale non c’è una fascia d’età dove si tradisce di più rispetto ad un’altra. I miei clienti spaziano dai 35-40 anni fino ai 70. Facendo riferimento alla sfera maschile oggi, grazie al classico “aiutino”(viagra), anche i più datati riscoprono una seconda giovinezza sessuale ed intrecciano relazioni sentimentali/sessuali con donne molto più giovani di loro.

Che cosa spinge queste donne ad intrecciare relazioni con uomini più vecchi? Forse l’uomo maturo piace più del giovane?

Nella maggior parte dei casi l’interesse è puramente economico. La “formula” utilizzata è quasi sempre la stessa: prima si propongono come badanti, collaboratrici domestiche o altro, e poi trasformano il rapporto professionale in privato. Sono donne italiane o straniere? Per la maggior parte dei casi che ho affrontato si tratta di donne dell’est che mirano al conto in banca dello pseudo partner o che hanno l’obiettivo di farsi mantenere chiedendo soldi e regali costosi utilizzando la strategia del finto innamoramento.

Quando il cliente si rivolge alla sua agenzia investigativa a Roma, cosa chiede di solito? Solitamente ci chiede di produrre prove inerenti il probabile tradimento del partner.

Probabile, ma non certo: lei come si attiva in questi casi?

Sono un professionista e svolgo la mia attività di investigatore privato Roma da più di vent’anni e come tale ho una prassi da seguire per capire attraverso un primo colloquio con il cliente se, di fatto, ci sono i presupposti di una possibile infedeltà coniugale o meno.

E se questi presupposti non ci fossero?

Invito il cliente a desistere facendogli capire che non è il caso di approfondire i suoi sospetti.

Una volta accertato il tradimento, come si producono le prove finali da sottoporre al cliente?

Svolgiamo appostamenti e pedinamenti nei confronti della persona oggetto delle nostre verifiche. In questi casi utilizziamo anche la strategia del pedinamento elettronico che ci permette di stabilire in tempo reale la precisa posizione del soggetto garantendo ulteriormente la nostra operatività.

Queste apparecchiature denominate anche Gps Tracker, vengono applicate sotto il telaio delle autovettura utilizzate dalle persone sottoposte ai nostri controlli.

Può indicarci anche altri strumenti da voi utilizzati durante il pedinamento?

Facciamo anche uso di macchine fotografiche e videocamere con potenti teleobiettivi e di microcamere denominate “spycam”. Non utilizziamo invece microspie.

Perché?

A livello giuridico sono considerate illegali. Oltre a violare la privacy della persona, le conversazioni registrate non potrebbero comunque essere usate in Tribunale come prova di una possibile relazione extraconiugale. Per la legge si tratterebbe di interferenza illecita nella vita privata.

Quanti giorni in media sono necessari per “inchiodare” un possibile “traditore“?

Almeno una decina! È il periodo temporale necessario per approfondire in modo certo le indagini. Durante questo lasso di tempo il sospettato viene costantemente monitorato nella sua quotidianità. Sono pedinamenti difficili che  vanno pianificati in base alla tipologia del lavoro e allo stile di vita del soggetto. Durante i pedinamenti a volte vengono a galla realtà inimmaginabili, che hanno dell’incredibile.

Quali sono i luoghi maggiormente utilizzati da chi tradisce?

Prima erano i Motel e gli Hotel, adesso paradossalmente sono i bed and breakfast  che creano non pochi problemi all’attività investigativa.

Quali sono i problemi ai quali dovete fare fronte in questo caso?

I b&b nella maggior parte dei casi non possiedono la struttura esterna del Motel o dell’hotel e ad esempio  possono essere collocati in normali palazzi. Quindi, sostanzialmente, se dobbiamo produrre prove fotografiche o video, l’ingresso e l’uscita da un palazzo non possono accertare che i due abbiamo consumato un rapporto amoroso all’Interno di una struttura normalissima come questa.

In questo caso dobbiamo proseguire il pedinamento ed attendere che “i due” si incontrino in altri luoghi più idonei oppure che possano baciarsi in un luogo pubblico per essere “inchiodati”.

Si rivolgono a lei più donne o più uomini? Sicuramente più donne. Perché?

La donna è sempre più attenta ai dettagli, pone più attenzione alle sfumature del rapporto e nel caso di un sospetto tradimento inizia personalmente (nel suo piccolo) a monitorare il marito e i suoi comportamenti dando il via a una mini indagine personale che spesso ci fornisce indizi utili per una vera attività investigativa.

Per quanto riguarda l’uomo invece?

Tendenzialmente l’uomo è molto più sicuro di se stesso e più superficiale. Quando si rivolge a noi lo fa perché è consapevole di aver trascurato la moglie per tanti motivi. È meno attento ai dettagli e quando scopre alcuni atteggiamenti insoliti del partner è sicuro di essere di fronte a un possibile tradimento.

Prendiamo in esame una donna, come reagisce quando capisce di essere stata tradita attraverso il materiale fotografico da voi prodotto?

Di solito quando noi svolgiamo un’indagine lo facciamo perché abbiamo capito che sussisteva un possibile tradimento. Quindi preparo sempre i miei clienti alla consapevolezza del tradimento e quindi, al peggio. Nonostante tutto, quando scoprono veramente di essere state tradite le reazioni sono molto varie: c’è chi si dispera piangendo, chi si arrabbia al punto di stracciare le foto, chi non ammette a se stessa di essere stata tradita, chi si fa colpe inesistenti e chi invece (nella maggior parte dei casi) inizia a fare dei paragoni con l’amante.

Signor Giuseppe, lei durante l’indagine diventa la persona di riferimento per queste donne. Le è mai capitato che per ripicca personale qualcuna le facesse delle avance?

È successo in più occasioni, ma come le ho già detto, sono un professionista e quando è capitato ho sempre rispettato il codice deontologico dell’investigatore privato.

Un’ultima domanda. Deve combattere anche lei con un mercato parallelo e poco professionale? Tutti i giorni. Perché in questo ambito esistono figure non autorizzate che sfruttando la fragile condizione psicologica del cliente e in quel preciso momento se ne approfittano estorcendo loro somme di denaro sproporzionate o anche più basse del mercato. Il mio consiglio personale è di porre molta attenzione nella scelta del professionista al quale ci si rivolge e, se il caso lo richiede, di verificare se il soggetto interpellato sia o meno in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie ad operare come investigatore privato Roma.

Lei è mai stato tradito?

In passato si, ma non ne ho mai avuto la certezza. Per mia sfortuna non posso indagare su vicende che mi riguardano personalmente perché ne sarei coinvolto emotivamente rischiando di compromettere il risultato dell’indagine, poi, in tutta franchezza con tutto quello che ho da fare non ne avrei il tempo. Oggi sono un uomo sposato e sicuramente sono certo del fatto che la mia compagna non la trascuro e le dedico il tempo necessario che merita.

È legittimo l’uso delle Telecamere nascoste per spiare i dipendenti?

È legittimo l’uso delle Telecamere nascoste per spiare i dipendenti?

Possono essere usate in sede giudiziale le riprese effettuate attraverso video sorveglianza nascosta?

Quando ci rechiamo nei pressi di una azienda, grande o piccola che sia, è ormai consuetudine trovare telecamere piazzate nei posti più disparati, probabilmente al fine di prevenire furti di merci, attrezzature o comunque beni riconducibili al patrimonio aziendale.

L’atra finalità per cui vengono istallate queste telecamere di sorveglianza è in realtà, spesso legato a motivi di “controllo interno” e quindi per sorvegliare i dipendenti che si adoperano nel proprio lavoro, in particolare per i lavoratori che svolgono funzioni amministrative o di cassa – l’intento è quello di scoraggiare i lavoratori nel compiere “qualcosa che non si dovrebbe”.

Per istallare le telecamere di sorveglianza è necessario informare tutti i lavoratori e i loro rappresentanti, della esistenza di ogni singola telecamera. Prestate attenzione ora, perché può accadere che il datore di lavoro, dopo aver notato ammanchi di cassa o di merce, possa aver istallato internamente o esternamente alla propria azienda, e comunque nei luoghi dove ritiene avvenga quella determinata situazione – telecamere nascoste – al fine di recuperare prove per confutare un suo dubbio e dimostrare una sottrazione o un furto avvenuto per mano di uno o più dipendenti.

A questo punto le domande sorgono spontanee:

  • le riprese effettuate con le telecamere nascoste per controllare i dipendenti, sono legali?
  • I video reperiti, possono essere utilizzati in tribunale per licenziare il dipendente?

Recentemente la Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) si è espressa per un caso che riguardava la Spagna. La CEDU ha ribadito che l’utilizzo delle telecamere sul posto di lavoro è vietato eccetto quando il loro impiego è finalizzato a tutelare i beni dell’azienda o comunque a scongiurare il pericolo di furti o altri reati ai danni dell’attività.

In questo caso l’installazione (ad eccezione di bagni, mense, spogliatoi o comunque aree di svago) può essere, come già detto precedentemente, concordata con i rappresentanti dei lavoratoti e successivamente comunicata ai dipendenti, i quali devono essere obbligatoriamente informati delle modalità di conservazione, raccolta, trattamento, e uso dei loro dati, come previsto dalle norme vigenti e dal GDPR UE 2016/679.

In definitiva, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo a stabilito che, le videoriprese reperite attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste, possono essere impiegate all’interno di un procedimento legale concernente il licenziamento del dipendente, solamente se queste non siano l’unica prova a carico del lavoratore.

Se il datore vuole vedersi riconosciuto un proprio diritto leso dovrà – secondo la CEDU – reperire testimonianze o elementi a prova della colpevolezza del proprio dipendente.

In Italia, la giurisprudenza da sempre ribadisce come per i «controlli difensivi», ovvero quelli volti a tutelare il patrimonio dell’impresa e a scongiurare furti e reati perpetrati dai dipendenti, sia legittimo l’utilizzo di telecamere-spia, anche senza un accordo sindacale. Bisogna però stare attenti alle definizioni usate dal legislatore, difatti il termine “controllo difensivo” è assai diverso dal termine “controllo preventivo”, volto in tal caso per osservare la condotta del dipendente e non per comprovare un furto.

Questo significa che in assenza di un valido sospetto o di un indizio di colpevolezza, istallare una telecamera nascosta potrebbe significare violare le garanzie di privacy, libertà e dignità del dipendente lavoratore.

In questo contesto ben si sposa allora, l’attività svolta da un investigatore privato (autorizzato dalla Prefettura) che attraverso investigazioni aziendali può procurare al datore di lavoro –indizi, prove e testimoni – per accusare il proprio dipendete di furto o eventualmente di altri comportamenti (assenteismo, abuso legge 104, falsa malattia, concorrenza sleale e molto altro ancora) per cui è comunque previsto il licenziamento in tronco (per giusta causa).

I casi più frequenti riguardano dipendenti colti mentre si appropriano del denaro di cassa o comunque di beni che rientrano nel patrimonio aziendali – ci sono quelli più subdoli – che invece di lavorare per il proprio datore, favoriscono per denaro,le aziende concorrenti dirottando ad esse informazioni, clienti, fornitori e contatti vitali per il business dell’impresa. Se hai necessità di svolgere indagini nei confronti dei tuoi dipendenti, contattami liberamente ai numeri riportati nella pagina.

Giuseppe Tiralongo

 

 

 

Come funziona un Investigazione Privata?

Come funziona un Investigazione Privata?

Come funziona un Investigazione Privata?

16 maggio 2016

CONSULENZA SPECIALIZZATA

Il mio lavoro comincia con una consulenza specializzata rivolta al cliente che necessita realmente di un aiuto concreto.

In un colloquio riservato e non impegnativo, avrò modo di esaminare tutti gli aspetti legali e tecnici che il tuo caso presenta, valutando l’eventuale fattibilità e la strategia investigativa migliore per ragiungere lo scopo.

Parlando con me, riceverai validi consigli ed un preventivo dettagliato comprensivo di costi, tempi e modalità di esecuzione.

 

COME RAGGIUNGERMI


Come raggiungermi

Investigatore intervistato dalla Rai.Giuseppe Tiralongo, investigatore privato autorizzato dalla Prefettura di Roma, titolare dell’Agenzia investigativa Atlantica di Roma, in qualità di esperto nel settore investigativo per le indagini in ambito privato, familiare, è stato intervistato all’interno della trasmissione A Conti Fatti, in onda tutte le mattine sul canale Rai 1.

In questa occasione Giuseppe Tiralongo si è prestato nel simulare un pedinamento per un infedeltà coniugale sospetta, unitamente al supporto dei suoi colleghi, tutti investigatori privati di comprovata esperienza e dalla massima fiducia.

In questi casi si procede con un sopralluogo discreto dei luoghi e con appostamenti diretti e dinamici che consento il professionista di pedinare il sogetto investigato e di immortalarlo durante le sue malefatte.

La finalità di questa attività investigativa è quella di reperire informazioni, prove e documentazioni varie, utilizzabili in sede giudiziale ai fini di una separazione consensuale o giudiziale. Le prove raccolte durante le indagini vengono spesso utilizzate per il buon esito di una trattativa legale volta a determinare l’importo dell’assegno di mantenimento o le modalità di spartizione del patrimonio familiare.

A tal fine, tutte le attività investigative dovranno essere condotte nel pieno rispetto della legge, quindi senza violare la privacy della persona ed utilizzando esclusivamente collaboratori qualificati, in regola con le norme previste dall’art. 134 e 135 del T.U.L.P.S.

La violazione di uno o più sopraindicati fattori può inficiare in modo permanente, tutte le prove raccolte nel corso delle indagini e quindi renderle non spendibili in tribunale.

 

Scrivimi, ti risponderò il più presto possibile!

Ai sensi del D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 recante il Codice in materia di protezione dei dati personali e del regolamento UE 2016/679 del Parlamento Europeo (GDPR) i dati inviati con questo modulo saranno utilizzati solo per rispondere alla email e non saranno archiviati nè diffusi. Spuntando questa casella acconsento al trattamento dei dati secondo la normativa sulla privacy.

Contattami direttamente al numero verde 800 903710 oppure al 347 9495598

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Bugiardi: Cosa ci spinge a cercare ciò che non vorremmo trovare?

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9 marzo 2016

CONSULENZA SPECIALIZZATA

Il mio lavoro comincia con una consulenza specializzata rivolta al cliente che necessita realmente di un aiuto concreto.

In un colloquio riservato e non impegnativo, avrò modo di esaminare tutti gli aspetti legali e tecnici che il tuo caso presenta, valutando l’eventuale fattibilità e la strategia investigativa migliore per ragiungere lo scopo.

Parlando con me, riceverai validi consigli ed un preventivo dettagliato comprensivo di costi, tempi e modalità di esecuzione.

 

COME RAGGIUNGERMI


Come raggiungermi

investigatore privato tv2000Verità e bugia nelle relazioni di coppia, gli indizi e le reazioni, le prove oggettive e il tentativo di giustificare ciò che non si riesce ad accettare.
Di questo ed altro si è parlato all’interno della trasmissione televisiva Revolution, in onda su TV2000, condotto da Arianna Ciampoli e Alessandro Sortino.

In particolare Giuseppe Tiralongo, investigatore privato a Roma ha evidenziato attraverso il suo intervento come i propri clienti siano molto spesso vitteme delle loro ricerche;  si nega l’evidenza e si diventa bugiardi, anche verso se stessi.

Da qui la difficoltà di accettare una realtà difficile e inaspettata come quella del tradimento coniugale, la paura di trovarsi soli e di ricominciare un nuovo percorso di vita senza una spalla su cui contare. La paura di percorrere un iter giudiziario contorto e spesso poco comprensibile ai non addetti ai lavori, e quindi dover decidere nel più breve tempo possibele se perdonare, separarsi per poi divorziare.

L’esperienza ventennale del detective privato Giuseppe Tiralongo è importante per darci una testimonianza concreta su ciò che accade realmente dietro le quinte di un indagine privata, finalizzata all’individuazione di una presunta infedeltà coniugale e di ciò che dovremmo aspettarci all’esito dei responsor.

Leggendo i vari post pubblicati dal famoso detective, sembra chiaro che un supporto di un professionista psicologo potrebbe essere la soluzione giusta per non rischiare di affondare in crisi emotive, depressive che molto spesso si tramutano in vere e proprie patologie da cui è difficile uscirne fuori.

La serenità è fondamentale per affrontare l’ansia del risultato finale che l’investigazione privata ci svelerà, sia che essa con esito positivo o negativo…ma chi è in grado di stabilire quando è negativo o quando è positivo? Saremo più felici consci del fatto che il proprio compagno sia infedele e che quindi il nostro sospetto era quello giusto, o viceversa, che il nostro partner sia fedele e rispettoso?…ai posteri l’ardua senteza.

Scrivimi, ti risponderò il più presto possibile!

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